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IL LINO di Black Sheep Wool Art

Realizzato da Emanuela Susani di Black Sheep Wool Art.

Black Sheep Wool Art accoglie tutti coloro che vogliono imparare e condividere la meravigliosa arte della lavorazione della lana e delle sue diverse tecniche di tessitura, sfruttando in larga parte la lana naturale.

Potete seguirla su YOUTUBE e FACEBOOK.

Pillole di Storia

Il lino (Linum usitatissimum) è una fibra naturale appartenente alla famiglia delle linacee, le cui attestazioni archeologiche fanno risalire il suo uso, sotto forma di tessuto, a partire dall’8.000 a.C. circa, e i più antichi manufatti ritrovati appartengono alla necropoli egiziana di Fayyum. 

Queste scoperte ne fanno una delle fibre più antiche al mondo. 

I Fenici acquistavano il lino in Egitto e lo esportavano in Irlanda, Inghilterra e Bretagna, facendo così conoscere la fibra nel territorio europeo e dando inizio alla sua coltivazione. 

La meccanizzazione dell’industria liniera nasce con la rivoluzione industriale del XVII secolo, fiorendo soprattutto in Francia grazie a Napoleone Bonaparte. 

In Italia, le tre regioni in cui il lino era maggiormente coltivato e lavorato erano Lombardia, Veneto e Campania. 

La trasformazione meccanica da fibra a filo fu attuata per la prima volta dal Linificio Canapificio Nazionale nel 1873. 

Al giorno d’oggi il lino è coltivato prevalentemente in Francia, Beglio, Italia e Paesi Bassi (circa il 70% della produzione mondiale avviene in Europa), i quali hanno negli anni ottenuto il certificato di qualità Master of Linen, che raccoglie e promuove le aziende tessili europee che coltivano e impiegano lino 100% pregiato e di alto valore aggiunto. 

Tre diverse tipologie

– Fine: ha le fibre più sottili ed è perfetto per realizzare pizzi, merletti e le tele pregiate come la batista. 

– Mezzano: ha fibre di medie dimensioni ed è impiegato maggiormente per realizzare asciugamani, lenzuola, e capi di abbigliamento. 

– Grosso: ha fibre più spesse ed è impiegato per la produzione di canovacci e tovaglie. 

Il residuo della lavorazione, ovvero la stoppa, viene impiegata per realizzare corde e spaghi. 

Metodo di lavorazione

Il processo di ottenimento delle fibre inizia con la Raccolta: tutta la pianta viene estirpata per riuscire ad ottenere il massimo della lunghezza della fibra. 

Si raggruppano piccoli piccoli fasci di lino grezzo, i quali vengono appesi e lasciati ad asciugare al sole per alcuni giorni. 

Se si desidera una fibra molto fine, si dovrà estirpare la pianta molto presto, quando è ancora tenera; viceversa si aspetterà più a lungo per avere una fibra più spessa. 

Viene poi il processo di Stigliatura: le fibre vengono estratte dalla corteccia della pianta, che viene quindi decorticata, eliminando eventuali residui legnosi. 

La stigliatura si divide in tre operazioni: la scavezzatura, per una prima spezzettatura degli steli legnosi; la maciullatura, per ridurre a piccoli pezzi le parti legnose; la scotolatura, per separare le fibre dalle parti legnose. 

Le fibre vengono successivamente pulite e pettinate attraverso l’ausilio di pettini con punte di ferro per rendere le fibre parallele tra loro ed eliminare le impurità residue e questo processo si chiama Pettinatura

In seguito avviene la Filatura, ovvero le fibre vengono filate per ottenere diverse tipologie di filato, a seconda della qualità desiderata. 

Per ultima avviene la fase di Nobilitazione, ovvero tutti quei procedimenti che impreziosiscono ulteriormente il lino, prima che venga messo in commercio. 

Ad esempio il candeggio, che prepara la fibra alla tintura, la tintura stessa (composta da soluzioni di acqua e coloranti) e gli appretti, che sono delle paste composte da varie sostanze chimiche che irrigidiscono le fibre del tessuto. 

Perchè il lino è cosí pregiato e amato?

E’ una fibra ecologica, naturale e sostenibile. 

La sua coltivazione non sfrutta l’utilizzo di irrigazione artificiale né l’impiego di pesticidi. E’ inoltre una fibra 100% riciclabile e biodegradabile. 

– E’ la fibra naturale più resistente al mondo. Confrontandola in relazione ad altri materiali e tenuto conto della resistenza alla trazione, il lino viene classificato subito dopo l’acciaio. Inoltre, a seguito di molti lavaggi, acquista sempre maggiore morbidezza, non ingiallisce e non si deforma. 

– E’ anallergico, antibatterico, antiodore, antistatico, resiste alle radiazioni elettrostatiche e ai raggi UV e non irrita la pelle. 

– E’ traspirante in quanto assorbe l’umidità e termoregolatrice, quindi traspirante in estate e isolante in inverno. Asciuga molto velocemente ed è confortevole in tutte le stagioni. Per questo motivo i pannolini dei bambini erano in lino, così come le tele dei pittori. Il lino è in grado di ritenere una massa di acqua uguale alla propria massa secca. 

Grazie a tutti e lasciateci i vostri commenti!

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